Area Marina Protetta Capo Testa - Punta Falcone

L’AMP è suddivisa in due parti separate dal corridoio di transito a nord del Porto di Longosardo, o di Lungoni. La parte a ovest del Porto è la più estesa delle due e include la penisola di Capo Testa e si estende a sud fino al promontorio del Monte Cintu. La parte a est del Porto include il promontorio di Punta Falcone e si estende a est fino allo Scoglio de La Colombaia, presso la frazione di Valle dell’Erica.

Data:
22 Giugno 2020
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L’Area Marina Protetta “Capo Testa – Punta Falcone” è stata istituita con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 17 maggio 2018 ai sensi della 6 dicembre 1991, n. 394.
Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 102 del 17 maggio 2018 è stato approvato il Regolamento di disciplina delle attività consentite all’interno dell’Area Marina Protetta.
L’istituzione dell’area marina protetta «Capo Testa – Punta Falcone» persegue la protezione ambientale dell’area interessata e si prefigge le seguenti finalità:
a) la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, chimiche, fisiche e della biodiversita’ marina e costiera, con particolare attenzione agli habitat prioritari di substrato duro e mobile ed alla Posidonia oceanica, anche attraverso interventi di recupero ambientale;
b) la promozione dell’educazione ambientale e la diffusione delle conoscenze degli ambienti marini e costieri dell’area marina protetta, anche attraverso la realizzazione di programmi didattici e divulgativi;
c) la realizzazione di programmi di studio, monitoraggio e ricerca scientifica nei settori delle scienze naturali e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell’area;
d) la promozione dello sviluppo sostenibile dell’area, con particolare riguardo alla valorizzazione delle attività tradizionali, delle culture locali, del turismo ecocompatibile, alla canalizzazione dei flussi turistici in mare e lungo la fascia costiera ed alla fruizione da parte delle categorie socialmente sensibili.

Attività non consentite

Nell’area marina protetta «Capo Testa – Punta Falcone» non sono consentite le attività che possono alterare le caratteristiche dell’ambiente e comprometterne le finalità istitutive. In particolare, coerentemente a quanto previsto all’art. 19, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e salvo quanto stabilito nel Regolamento di disciplina delle attività consentite nelle diverse zone, non è consentita:
a) qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali e animali, ivi compresa la balneazione, le immersioni subacquee, la navigazione, l’ancoraggio, l’ormeggio, l’utilizzo di moto d’acqua o acquascooter e mezzi similari, la pratica dello sci nautico e sport acquatici similari, la pesca subacquea, l’immissione di specie alloctone e il ripopolamento attivo;
b) qualunque attività di cattura, raccolta e danneggiamento di esemplari delle specie animali e vegetali, ivi compresa la caccia e la pesca;
c) qualunque attività di asportazione, anche parziale, e di danneggiamento di reperti archeologici e di formazioni geologiche, nonché il prelievo, l’asportazione e il commercio di sabbia, ghiaia e altro materiale proveniente dalle formazioni rocciose subacquee e presenti nei territori costieri appartenenti al demanio marittimo;
d) qualunque alterazione, anche transitoria, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell’acqua, ivi compresa l’immissione di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, la discarica di rifiuti solidi o liquidi, l’acquacoltura, l’immissione di scarichi non in regola con le più restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente;
e) l’introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
f) l’uso di fuochi all’aperto.

Ultimo aggiornamento

Lunedi 22 Giugno 2020